martedì 14 luglio 2015

Più che un semplice trekking




Oggi ho ritrovato una vecchia amica. Un'amante, è il caso di dire. Mi riferisco alla Montagna, con la maiuscola. E mi dispiace, ma Montagna batte Mare 100 a 0. Per carità, non disdegno il mare. Prendi il sole, fai il bagno, ti rinfreschi... ma al mare hai un ruolo passivo, è lui che ti impone il suo ritmo, quello delle sue onde. Se è calmo è calmo, punto. Se è mosso è mosso... e tu puoi solo adeguarti al suo ritmo.
La Montagna è diversa. Ti accoglie, in silenzio, come una madre, come un'amante. In cambio chiede solo rispetto, e altrettanto silenzio. Non ti impone ritmi, e non se li lascia imporre. Ti permette di trovare il tuo, quello del tuo respiro, dei tuoi passi, del tuo cuore, dei tuoi pensieri. Questi ritmi, mai completamente separati, si alternano, si combinano, si influenzano a vicenda. Ci sono momenti in cui la fanno da padrone il respiro, i passi, e ti concentri su camminare, sul qui e ora, in una sorta di meditazione in movimento in cui la mente si acquieta...
In altri casi il cuore, i passi, il respiro trovano un ritmo comune, automatico, e i pensieri sono liberi di scorrere senza vincoli, nel silenzio circostante... ti ritrovi a pensare al passato più o meno recente. Chi eri. Chi sei diventato. Chi vuoi diventare. Le esperienze che ti hanno fatto cambiare, crescere, anche soffrire, ma lasciando sempre in cambio un'insegnamento. Le persone che entrano, escono, a volte semplicemente sfiorano (ma con quali effetti!) la tua vita...
Infine viene il momento in cui tutti questi ritmi si accordano, diventano una cosa sola. Tutto fluisce naturalmente, la coscienza fa un salto, si eleva e vede tutto l'insieme da fuori, da un altro livello. E' il terreno delle emozioni pure, che salgono dalla "pancia" e si scatenano senza preavviso, senza controllo. Riso e pianto, gioia e dolore, allegria e amarezza... e alla fine una tranquillità che pervade lo spirito, che ti conferma che hai fatto le scelte giuste, anche se dolorose. Che stai trovando il tuo ritmo, la tua strada, te stesso. Quello vero, quello che prima tenevi nascosto... a te stesso prima ancora che agli altri.
Questa esperienza, che si è rivelata essere ben più di un semplice "trekking", la dedico a una persona che nell'ultimo anno ha saputo aiutarmi a guardarmi dentro, a scorgere ciò che c'era di buono e portarlo fuori, a liberarmi di quelle sovrastrutture artificiali che mi schiacciavano e limitavano, ad affrontare problemi personali e lavorativi, rendendomi una persona migliore. Tecnicamente è una counselor, in pratica è una vera amica.
Grazie Elisa.

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