lunedì 27 luglio 2015
Riflessioni sulla Via Vandelli
Questo non è il classico report di un'escursione. Andare in montagna da solo mi porta inevitabilmente a una sorta di meditazione, di introspezione...
Oggi son partito con un taccuino nello zaino, e qui c'è quello che ho scritto, di getto, senza filtri.
Iniziata l'escursione, la prima cosa che mi ha colpito è il vento. Il vento è il respiro della Natura. Lo senti sulla pelle, senti di far parte di quel respiro... tutt'uno.
Camminare in montagna ti fa sentire parte di quel tutto, ti fa riscoprire i ritmi naturali, la lentezza, il respiro, tuo e di ciò che ti circonda.
Camminare da soli permette di trovare il ritmo ideale, che segue non solo quello dei passi, ma anche quello dei pensieri, delle emozioni.
Ogni tanto ti fermi , ascolti, guardi rapito, scatti una foto nell'illusione che oltre all'immagine catturi anche un pallido riflesso delle tue emozioni.. poi riparti, senza furia, non ti corre dietro nessuno.
Nella via di tutti i giorni invece è tutto troppo veloce, si viene sballottati e trascinati dai ritmi imposti da altri, dalla società, dalla cultura, a volte addirittura perversamente auto imposti da sé stessi.
Mi è venuto in mente un'analogia: in una relazione, che sia amorosa, di amicizia, o professionale, è inevitabile confrontarsi con i "ritmi" dell'altro.
Ma, come si fa in montagna, bisognerebbe riuscire a mantenere ognuno il proprio. In montagna si parte insieme, si arriva insieme. Percorriamo lo stesso sentiero. Però per goderne veramente ognuno deve affrontare la salita col proprio passo.
C'è chi va piano, c'è chi va veloce, chi fa brevi strappi fermandosi spesso a tirare il fiato, chi incede con un passo regolare e non si ferma mai. Chi tiene la testa bassa, concentrandosi sui propri piedi, e chi rallenta spesso per guardare il panorama, e magari scattare una foto.
Quel che conta è che nessuno dovrebbe cercare di imporre il proprio ritmo, ma neanche sforzarsi di tenere quello dell'altro. Lungo il tragitto ci si ritrova, si stabiliscono delle tappe in cui aspettarsi... ma ognuno deve sentirsi libero di percorrere il sentiero nel modo che gli è più congeniale.
Così nella vita: se non ci si concede a vicenda questa libertà, non ci si riconosce questo diritto, il rapporto si deteriora... fino al punto in cui non percorriamo più lo stesso sentiero, finiamo per scegliere altri compagni di escursione... oppure ci rifugiamo in montagna da soli, per ritrovarci, per ritrovare il nostro ritmo.
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